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COMPAGNIA DEI BAMBINI NON NATI
B. P. 14
L-5201 Sandweiler - Luxembourg


 

Testimonianza di "Maria Anna dei Bambini Non Nati"

In obbedienza al mio padre spirituale, riporto qui di seguito gli avvenimenti che hanno segnato la nascita del progetto della "Compagnia dei Bambini Non Nati", dando un impulso nuovo a tutta la mia esistenza.

Il primo segnale, che al momento non compresi, mi fu impresso nell'anima nella primavera del 2008, stando in adorazione davanti al Santissimo Sacramento esposto sull'altare della cappella di quello che a quei tempi era ancora il convento delle suore Benedettine a Peppange in Lussemburgo. Come una bambina viziata avevo chiesto al Signore mille cose, quando realizzai che non era così che si doveva adorare. Allora feci silenzio e gli chiesi in tutta umiltà cosa desiderasse Lui da me, offrendogli tutte le mie sofferenze. Nel silenzio di quel luogo meraviglioso il Signore mi fece sentire nel cuore questa frase: "tu lavorerai per me". Non avevo capito nulla, ma, un po' frastornata, uscii dalla cappella felice, rincuorata e sorprendentemente tranquilla.

Tutto è cominciato il giorno della festa della Divina Misericordia del 2008, in occasione di uno dei miei brevi soggiorni in Italia dai miei genitori, ove mi reco con i miei 3 bambini appena le vacanze scolastiche lo permettono, per avere un pò d'amore e di serenità, a seguito della dolorosa separazione da mio marito. Qui in Lussemburgo siamo molto soli, provati da tanta sofferenza che da anni, però, cerco di vivere nel più totale abbandono in Dio.

Alcuni cari amici insistettero nell'invitarmi a partecipare ad un incontro di preghiera che si sarebbe tenuto a casa di certi loro conoscenti, sul tema dei bambini abortiti, dei bambini mai nati. Molti furono i dubbi che mi assalirono in proposito, dato che l'argomento non mi aveva mai interessato, non soltanto perchè non sono mai stata implicata in tale atto, ma perchè semplicemente non mi ero mai posta il problema, come la maggior parte della gente.

Superate alcune resistenze, dopo un periodo di discernimento nella preghiera, decisi di partecipare. Pregare con queste persone mi piacque molto, da subito. Oltre al Santo Rosario ed a parlare della grave piaga sociale dell'aborto fu letto un racconto di uno scrittore italiano, un frate, morto 15 anni fa, Carlo Carretto, dal titolo "La pattumiera dell'ospedale" ove si narrava con inaudita poesia del suo incontro con il piccolo angelo di un bambino abortito. Mi sconvolse leggere che questi piccini perdonavano ed amavano, quasi scusavano le loro madri nonostante fossero stati gettati via. Cominciai ad affezionarmi a queste minuscole anime che avevano tanto da insegnare a noi tutti...

Rientrata in Lussemburgo per la prima volta non sentii il peso della solitudine e nei giorni che seguirono alcuni "avvenimenti" iniziarono a segnare la mia vita. Il primo accadde un mattino mentre alla guida della mia auto mi stavo recando a recuperare i bambini a scuola. D'improvviso fui come "investita" da qualcosa, come da una luce, da una sensazione tridimensionale invisibile che attraversò completamente il mio corpo tanto che dallo spavento dovetti accostare l'auto per riprendere fiato. In quel preciso istante qualcosa in me mi "disse" con assoluta chiarezza che avrei dovuto occuparmi dei bambini non nati e delle loro mamme. Ma non capii nè come, tantomeno il perchè.

Quello stesso giorno, durante il mio tempo quotidiano dedicato alla preghiera, ad un certo punto dovetti mettere da parte i miei libri per prendere carta e penna e cominciai a scrivere freneticamente, ma nella pace più totale. Il risultato fu una specie di promemoria di argomenti da sviluppare e cose da fare in tema di bambini non nati e di mamme che erano state implicate nell'aborto. Avevo scritto cose che non avevo in testa, ma che mi erano semplicemente state "suggerite". Chiamai immediatamente la mia madre spirituale in Italia per avere conforto perchè ero davvero confusa e mi fu risposto che questa sarebbe diventata la mia "missione" sulla terra e che sarei stata talmente impegnata a curare le ferite altrui, che avrei dimenticato le mie.

Da quel giorno per un certo periodo cominciai a conoscere donne che avevano abortito e che, per chissà quale ragione, me lo venivano a raccontare, quasi volessero inconsciamente chiedere di essere aiutate. Informai anche il mio padre spirituale in Belgio di quanto stava accadendo ed anche da lui ebbi sostegno e comprensione, tanto che timidamente acconsentii a seguire queste incredibili ispirazioni che mi giungevano nel cuore...

Cominciai a lavorare in ogni momento libero e soprattutto alla sera quando i bambini erano a dormire, per documentarmi sul tema dell'aborto e scoprii giorno dopo giorno informazioni interessanti, ma soprattutto preghiere meravigliose. Mi fu chiaro che avrei dovuto preparare dei materiali da dare alle mamme che stavo aiutando e che avrei aiutato in futuro ed il percorso da seguire fu confermato da più persone che incontrai di lì a poco.

Dovevo innanzitutto risvegliare le coscienze delle mamme, far comprendere loro con delicatezza la gravità dell'atto compiuto ed offrire subito la "via d'uscita" proponendo attraverso la Confessione e poi l'Eucaristia la riconciliazione con Dio e con i propri piccini. Dovevo far capire loro che avevano non solo figli sulla terra, ma anche figli in Cielo che aspettavano di essere amati. Ma come? Innanzitutto ricordandosi di loro, dando loro un nome e battezzandoli col battesimo di desiderio per essere certi di farli giungere in Paradiso, dal quale poi avrebbero potuto intercedere per le loro famiglie.

Iniziai un lavoro di ricerca appassionante. Era come seguire delle tracce. Ogni cosa di cui avevo bisogno (informazioni, conferme, testi, persone da conoscere) mi arrivava, in una successione talmente precisa e regolare che confermava ogni istante la mia missione.
Iniziai ad aiutare una donna che mi disse che aveva sentito il "bisogno" di raccontarmi di aver abortito due volte in passato e con lei misi a punto la mia strategia sperimentale di aiuto al prossimo. Considero tutt'ora questa donna come una perla preziosa: senza di lei, senza i miracoli immensi che il Signore fece in lei che con fiducia e determinazione esemplari si fece aiutare, non avrei potuto mai rendermi conto delle potenzialità del progetto. Mai. Il Signore mi concesse la Grazia di poter vedere con i miei poveri occhi questo miracolo di "guarigione" per poi farmi lavorare su altri aspetti del progetto, pur continuando ad aiutare altre mamme in questo percorso tanto delicato.

In occasione dei miei viaggi in Italia incontrai nuovamente la famiglia presso la quale fui invitata il giorno della festa della Divina Misericordia, dove per la prima volta mi si spalancò di fronte il mondo dei bambini abortiti. E qui occorre fare una breve parentesi su questa famiglia...Mi riferisco in particolare al marito che per un certo periodo aveva ricevuto dal Cielo il dono di sognare gli angeli tutte le notti. Dall'inizio del 2008 nei sogni cominciarono a presentarsi angeli di forma diversa, che si mostravano sotto forma di globi di luce: gli angeli dei bambini abortiti. Reclamavano attenzione, raccontavano le loro tragiche storie e chiedevano amore. Soltanto amore. La Vergine in persona in uno di questi sogni chiese a questa famiglia di recitare un rosario per i bambini mai nati in particolare il 15 ed il 28 di ogni mese.

In quelle due occasioni speciali, la famiglia invitava a partecipare alcune persone, che assistevano ad avvenimenti straordinari. Lo posso testimoniare personalmente perchè il 15 maggio del 2008 ebbi occasione di partecipare ad uno di questi incontri. E fu l'esperienza più emozionante della mia esistenza. Quando entrammo nella stanza ove si sarebbe pregato il rosario fummo accolti da un intensissimo profumo di incenso nonostante non ve ne fosse in alcun punto della casa. Erano i nostri angeli che esprimevano così la loro gioia nel vederci riuniti, ci dissero i padroni di casa!

Durante la recita del rosario poi vidi con i miei occhi pian piano accendersi tanti globi di luce, come flash di luce a intermittenza tutti attorno al padrone di casa. Al termine del Rosario ad ognuno di noi fu chiesto di "chiamare per nome" i bambini che avevamo battezzato col battesimo di desiderio nelle settimane precedenti e io mi ricordai dei nomi che la prima donna che avevo aiutato aveva dato ai suoi piccini abortiti (Isabella e Francesco Pio) e così, timidamente, li salutai ed ecco che d'improvviso due piccolissimi globini di luce, di una intensità indescrivibile, si accesero a qualche centimetro da me. E di lì a poco le lucine di molti altri piccini si accesero accanto a me, come volessero chiedermi di aiutarli a trovare le loro mamme... Fui commossa fino nelle pieghe più profonde del mio cuore di mamma. Decisi con slancio che mi sarei dedicata a queste anime, che adottai nel cuore, ed a quelle delle loro mamme, beninteso. Da quel momento ogni passo che facevo, mi sentii come "accompagnata" dalla presenza di questi esserini. Non mi sentivo più sola.

Nel proseguire il lavoro, ho capito che il progetto per crescere doveva necessariamente fortificarsi nella preghiera, unica fonte di forza; il cemento che unisce i mattoni. E così ho realizzato un libretto di preghiera da utilizzare nei gruppi di preghiera, per ora attivi in Lussemburgo, in Francia, in Italia, in Belgio, in Grecia ed in India. Ho creato una specie di statuto di quello che si definisce un libero movimento di persone unite dalla preghiera e dall'apostolato, la "Compagnia dei Bambini Non Nati".

Occorre continuare a creare nuovi gruppi di preghiera perché pochi sanno che tutti mali ed il declino dell'umanità, le catastrofi e le sofferenze sono indissolubilmente legate al gravissimo peccato dell'aborto volontario che è la prima causa di morte sul pianeta. L'unico modo per sconfiggerlo è la preghiera. Resta quindi alla sensibilità ed al buon cuore di ogni sostenitore del progetto, farsi carico o meno di tale generosità spirituale, che ci ottiene in cambio immense grazie.

Metto ogni cosa nelle mani di Dio, certa che se Egli desidera che il progetto continui a evolversi, mi darà la possibilità di farlo crescere, proprio come un bimbo in gestazione nel ventre materno. Oggi riesco a ringraziarlo di tutte le sofferenze familiari perchè solo nella sofferenza e rimanendo nella Sua grazia ho ricevuto il dono di questa missione, che mi ha ridato vita, forza, il sorriso, la gioia e tanta serenità verso i miei figli, inconsapevoli collaboratori della loro mamma.

Mi sono domandata spesso: perchè tutto questo a me? Poi forse ho trovato una risposta: c'è una cosa che accomuna me ed i miei 3 bambini a questi bimbi abortiti: siamo stati tutti buttati in pattumiera. Ma nessuno di noi è andato perduto! Chi su questa terra e chi in Cielo, ognuno di noi è utile al Creatore. Così ho smesso di farmi domande avendo la certezza che il Signore si compiace di usare gli strumenti più miserabili, come sono io, ed allora mi metto nelle Sue mani come una bambina fiduciosa, sapendo che solo con umiltà e dedizione la mia vita avrà un grande senso ogni giorno, che le mie povere mani saranno riempite di doni che io potrò trasmettere ai fratelli, doni dei quali un giorno dovro' rispondere.

Ringrazio tutte le persone che mi aiutano, che mi sostengono e che mi spingono ad andare avanti, perchè senza di loro non avrei mai osato proseguire lungo questo incredibile cammino. Dio benedica ognuno di loro.

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